Il report di sostenibilità racconta come la tua organizzazione gestisce gli impatti ambientali, sociali e di governance (ESG). Ma non è solo uno strumento di comunicazione verso l'esterno: se costruito su standard riconosciuti e dati affidabili, diventa un alleato strategico per analizzare le tue performance, valorizzare ciò che funziona e individuare dove puoi migliorare.
Per realizzarlo in modo efficace, non esiste un unico percorso valido per tutte le realtà aziendali. Ci sono tuttavia passaggi ricorrenti che fanno la differenza tra un report formale e uno capace di generare un valore aggiunto. Ecco i 7 step essenziali per costruire un documento credibile, utile e che rifletta il tuo impegno verso la sostenibilità.
Scegli lo standard di rendicontazione più adatto
Uno dei primi passi è capire quale standard seguire per la tua rendicontazione. Se la tua azienda rientra nell'ambito della Direttiva europea CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) sono obbligatori e rappresentano la base di partenza per il tuo report.
Se invece realizzi un report di sostenibilità su base volontaria, la scelta di uno standard diventa strategica. Adottare un framework riconosciuto ti guida nella raccolta dei dati e ti aiuta a strutturare le informazioni in modo coerente. Garantisce inoltre credibilità e comparabilità al tuo report, permettendo agli stakeholder di valutare le tue performance.
Tra gli standard riconosciuti ci sono:
- il GRI (Global Reporting Initiative), utilizzato da organizzazioni di ogni dimensione in tutto il mondo per una rendicontazione completa su tutti i temi ESG;
- il SASB (Sustainability Accounting Standards Board), focalizzato su metriche di sostenibilità finanziariamente rilevanti specifiche per ogni settore;
- il VSME (Voluntary Standard for non-listed SMEs), pensato specificatamente per le piccole e medie imprese.
La tua scelta dipenderà dalle aspettative dei tuoi stakeholder, dal settore in cui operi e dagli obiettivi strategici che vuoi perseguire con il report. Molte aziende scelgono anche di combinare più standard per rispondere a esigenze diverse.
Identifica i temi materiali
L’ analisi di materialità ti permette di individuare i temi ESG che hanno maggiore rilevanza per la tua azienda e per i tuoi stakeholder. Orienta l’intero processo di rendicontazione, chiarendo su quali aspetti della sostenibilità concentrare l’attenzione, la raccolta dei dati e gli obiettivi di miglioramento.
In assenza di un’analisi di materialità solida, il rischio è quello di produrre un report generico e non allineato né alle aspettative degli stakeholder né ai reali impatti della tua realtà.
L’analisi si sviluppa attraverso alcune fasi chiave: identificando non solo gli impatti generati dalle attività aziendali verso l'esterno (materialità d'impatto), ma anche come le tematiche di sostenibilità influenzano il valore della tua azienda (materialità finanziaria), specialmente se rientri nell'ambito della CSRD.
Raccogli i dati da includere nel report
Redigere un report di sostenibilità richiede la raccolta di numerosi dati per ogni delle tre dimensioni ESG. Le informazioni da acquisire dipendono dai temi materiali individuati, dallo standard di rendicontazione scelto e dagli indicatori specifici richiesti. Generalmente includono sia dati quantitativi (consumi energetici, emissioni, percentuali di diversità del personale) che qualitativi (politiche aziendali, iniziative implementate).
Per raccogliere i dati in modo efficace, coinvolgi le diverse funzioni aziendali in modo strutturato. Puoi stabilire chiaramente chi è responsabile della raccolta di ciascun dato, quali sono le fonti primarie (fatture, software gestionali, registri) e con quale frequenza aggiornare le informazioni, per garantire coerenza e tracciabilità.
Questa fase rappresenta spesso un momento di presa di consapevolezza: possono emergere alcune lacune informative, processi di gestione dei dati non ancora strutturati o informazioni non monitorate in modo sistematico. Non è un problema: l'importante è documentare con trasparenza eventuali limiti e costruire gradualmente un sistema di raccolta più robusto per gli anni successivi.
Valuta le performance ESG e definisci obiettivi di miglioramento
Una volta raccolti i dati, è necessario analizzarli per comprendere le tue performance attuali sulle tre dimensioni ESG. Questa valutazione ti permette di identificare dove si concentrano gli impatti più significativi, quali sono i punti di forza da valorizzare e quali aree richiedono interventi prioritari.
L'analisi dei dati diventa la base per definire obiettivi di sostenibilità concreti, che rappresentano un elemento centrale del report. Rendono esplicito l’impegno dell’azienda verso il miglioramento continuo e consentono di monitorare nel tempo i progressi raggiunti.
Ti suggeriamo di formulare obiettivi secondo il principio SMART, assicurandoti che siano specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e temporalmente definiti. Ad esempio: "Ridurre le emissioni Scope 1 e 2 del 30% entro il 2030 rispetto al 2023" oppure "Raggiungere il 50% di energia da fonti rinnovabili entro il 2027". Gli obiettivi devono essere ambiziosi ma realistici, rappresentando una sfida motivante ma non irrealizzabile per la tua organizzazione.
Scrivi un report trasparente e credibile
La stesura del report richiede equilibrio tra trasparenza e comunicazione efficace. Ti conviene presentare sia i risultati positivi che le criticità emerse: nascondere i punti deboli mina la credibilità del documento e può esporti ad accuse di greenwashing, con conseguenze reputazionali e potenziali sanzioni legali.
Evita affermazioni generiche come "ci impegniamo per l'ambiente" o "siamo un'azienda sostenibile" senza dati concreti a supporto. Ogni dichiarazione dovrebbe essere supportata da evidenze verificabili.
Se non hai ancora raggiunto determinati obiettivi o hai registrato performance negative su alcuni indicatori, spiegane apertamente le ragioni e illustra le azioni correttive che stai implementando. Questo approccio dimostra onestà e orientamento al miglioramento continuo.
La trasparenza permette di costruire fiducia con gli stakeholder e di differenziare la tua azienda in un contesto dove le comunicazioni superficiali o fuorvianti vengono facilmente riconosciute.
Pubblica e diffondi il report
Un report ben fatto ha valore solo se raggiunge i suoi destinatari. Puoi pubblicarlo sul tuo sito aziendale in formato scaricabile e renderlo facilmente reperibile.
Ti suggeriamo anche di creare materiali derivati per diversi canali. Ad esempio, puoi preparare un executive summary per investitori e partner, infografiche visive per i social media, presentazioni per i dipendenti. La diffusione attiva dimostra che la sostenibilità non è solo una formalità ma parte integrante della tua strategia e comunicazione aziendale.
Cosa succede dopo?
Il report di sostenibilità non è un traguardo ma l'inizio di un percorso. La rendicontazione è un processo ciclico che va ripetuto annualmente, monitorando i progressi verso gli obiettivi prefissati. Ogni nuovo report deve mostrare miglioramenti rispetto all'anno precedente. Solo così la rendicontazione diventa strumento di trasformazione reale.
Analizzando i risultati, i gap emersi e i feedback degli stakeholder, l’azienda può rafforzare e aggiornare le proprie strategie ESG. In questo modo, il report non serve solo a comunicare all’esterno, ma diventa un supporto operativo per prendere decisioni più consapevoli e orientare il miglioramento continuo.
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In Kyklos Carbon ti accompagniamo in ogni fase, dall'analisi di materialità alla redazione del report, garantendo trasparenza, rigore metodologico e comunicazione efficace della tua sostenibilità.
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Report di sostenibilità: i 7 passaggi fondamentali per realizzarlo